Otosclerosi

Tale patologia dell'orecchio è caratterizzata da una alterazione della capsula ossea del labirinto. L'otosclerosi risulta spesso bilaterale e si manifesta prevalentemente in soggetti giovani (più frequente nel sesso femminile).

Essa si caratterizza per l'anchilosi dell'articolazione stapedio-ovalare, ovvero di quella regione dell'orecchio in cui la staffa con i suoi movimenti trasmette il suono attraverso la finestra ovale all'interno dell'orecchio interno.

 

Descrizione immagine

Focolaio di otosclerosi localizzato a livello della finestra ovale a circondare la staffa.

I fattori endocrini giocano senza dubbio un ruolo preponderante nello sviluppo di questa malattia. Infatti oltre a presentarsi con maggiore frequenza nel sesso femminile l'otosclerosi insorge spesso in epoca puberale, si aggrava con la gravidanza e soprattutto con l'allattamento.


Il sintomo cardine della malattia è il calo dell'udito. Si tratta tipicamente di una ipoacusia di tipo trasmissivo non essendo presente alcun danno a livello dell'orecchio interno. Il calo uditivo ha andamento progressivo con il passare del tempo.

Si possono associare anche acufeni ed autofonia (sensazione fastidiosa di rimbombo della propria voce).  


DIAGNOSI


Per formulare una corretta diagnosi di otosclerosi oltre alla storia clinica si rendono necessari alcuni esami clinici e strumentali. Fondamentali risultano:

-Valutazione otoscopica

-Esame audiometrico tonale

-Esame impedenzometrico (Timpanogramma + Registrazione dei riflessi stapediali)

-Tomografia assiale compiuterizzata (TAC) dell'orecchio medio


DIAGNOSI DIFFERENZIALE

Sarà fondamentale non confondere una otosclerosi con altre patologie auricolari che possono essere caratterizzate da alcune somoglianze sintomatologiche. In particolare andrà chiarito dallo specialista otorinolaringoiatra che il calo uditivo non sia correlato ad una otite media secretiva o ad una timpanosclerosi. Per indirizzare una corretta diagnosi ci si basa soprattutto sulla tipologia di TIMPANOGRAMMA in quanto nell'otosclerosi esso rimane pressocchè normale (tipo A) mentre nelle altre due patologie tende ad essere piatto (tipo B). Altra possibile problematica dell'orecchio medio che può simulare un'otoscolerosi è l'interruzione della catena ossiculare con membrana timpanica integra. Infine un colesteatoma congenito a timpano integro può presentare caratteristiche audiometriche e timpanometriche del tutto simili ad una otosclerosi.

Otosclerosi Cocleare

Con questo termine viene indiata una particolare variante di otosclerosi che oltre alla tipica ipoacusia trasmissiva si presenta con segni audiometrici di ipoacusia neurosensoriale progressiva.  

TRATTAMENTO



Il trattamento dell'otosclerosi è esclusivamente di tipo chirurgico. L'intervento terapeutico prende il nome di stapedioplastica e consiste nella rimozione della staffa (ormai immobile e incapace di trasmettere le vibrazioni sonore) sostituendola con una protesi metallica microscopica. Questa operazione viene praticata sia in anestesia locale che in anestesia generale. Tale scelta varia a discrezione del singolo chirurgo.


A causa delle minime dimensioni delle strutture implicate tutto l'intervento viene eseguito sotto visione microscopica. La durata tipicamente non supera le due ore. Una volta posizionata, la protesi consente di ripristinare la corretta trasmissione dei suoni attraverso la catena degli ossicini.

In tal modo nella grande maggioranza dei pazienti si ottiene il recupero della funzione uditiva precedentemente persa.


Possibili complicanze

Una delle complicanze più frequenti della chirurgia dell'otosclerosi è rappresentata da una sindrome vertiginosa che può seguire il periodo iniziale post chirurgico. Le cause in grado di determinare una sofferenza delle strutture labirintiche sono molteplici. Le principale sono la penetrazione di sangue nel labirinto posteriore con conseguente irritazione dell'apparato vestibolare. 


Esempi di protesi metalliche utilizzate 

per intervento di stapedoplastica.

Descrizione immagine
Descrizione immagine

Protesi metallica agganciata all'incudine e correttamente posizionata all'interno della finestra ovale al termine dell'intervento.