Tonsillite cronica


La tonsillite cronica è una patologia tipica dei bambini. Si caratterizza per uno stato di infiammazione cronica delle tonsille palatine, le quali presentano frequentemente episodi di TONSILLITE ACUTA, caratterizzati da forte mal di gola accompagnato da febbre elevata.

Dal punto di vista epidemiologico, la tonsillite è una patologia che ha un comportamento abbastanza diverso dalle altre malattie infettive che presentano il picco di incidenza nel periodo invernale (come ad esempio la sinusite, otite, rinite, tracheite, bronchite).

Nel caso della tonsillite, infatti, il periodo più a rischio per i pazienti  coincide generalmente con i primi mesi estivi.


Benchè sia molto frequente nei bambini tra i 2 e 10 anni, la tonsillite cronica presenta anche un secondo picco di incidenza nei giovani adulti (ovvero nella fascia di popolazione tra i 25 e 40 anni).

La frequenza delle tonsilliti acute in corso di tonsillite cronica diviene il punto cruciale su cui lo specialista otorinolaringoiatra deve decidere insieme ai genitori la possibile risoluzione terapeutica. Infatti alcuni bambini si fermano a 2-3 episodi/anno, altri invece arrivano anche ad ammalarsi fino a 10-12 volte durante il corso dell'anno. In quest'ultimo caso ovviamente la qualità di vita del bambino risulta marcatamente compromessa a causa della necessità continua di trattamento con antibiotici e a causa delle continue assenze da scuola. Si associa anche la difficoltà a praticare in modo costante una qualsiasi attività sportiva.


Domande frequenti relative alla tonsillite cronica nel bambino.


Quali possono essere le complicanze della tonsillite cronica nel bambino?

1) Disturbi del sonno: dal russamento (roncopatia) sino alle apnee notturne (blocco del respiro), che sono responsabili di difficoltà di concentrazione, facile irritabilità, debolezza, disturbi della crescita, disturbi cardiaci.


2) Reumatismo articolare acuto (febbri reumatiche): grave affezione estesa a tutto l'organismo che colpisce le articolazioni e il cuore (valvole cardiache).


3) Glomerulonefrite: infezione acuta dei reni che può in rari casi portare anche a grave insufficienza renale.


Dopo l'intervento di tonsillectomia il mio bambino sarà meno protetto dalle infezioni?
No, la loro asportazione non modifica negativamente l'immunità del bambino. 

Infatti le tonsille palatine costituiscono solo uno degli elementi di tessuto linfatico deputati allo sviluppo della difesa immunitaria del corpo umano. In particolare a livello delle prime vie aereo-digestive il complesso difensivo linfatico prende il nome di Anello di Waldeyer. Tale "anello" linfatico comprende oltre alle tonsille palatine anche la tonsilla faringea (adenoide), la tonsilla linguale e la tonsilla tubarica. 



Malattia Reumatica


La malattia reumatica insorge mediamente dopo 2 settimane da una faringite-tonsillite streptococcica, ma in qualche caso il periodo di latenza può essere anche di 5 settimane.

L'interessamento dei vari tessuti e organi non avviene in contemporanea, ma segue spesso una successione precisa: le articolazioni, l'endocardio e più tardivamente il sistema nervoso centrale. Non è sempre vero tuttavia che la successione, una volta partita, sia seguita fino alla fine. Infatti la malattia reumatica si può arrestare a qualsiasi punto del suo decorso clinico, per cui possiamo avere bambini con esclusiva problematica articolare, altri con quadro articolare + cardiaco ed infine altri con quadro articolare + cardiaco + con alterazioni neurologiche.


I criteri J.O.N.E.S. rappresentano ormai una guida classica per la diagnosi di malattia reumatica:


1) POLI-ARTRITE : presente nell'80% dei casi: le ginocchia e le caviglie sono le articolazioni più colpite. Il numero delle articolazioni interessate va da 2 a 16. 


2) CARDIOPATIA REUMATICA : è la manifestazione più grave, che può portare a morte in fase acuta (colpisce dal 40 al 75% dei pazienti). Può presentarsi come endocardite, pericardite miocardite.


3) COREA DI SYDENHAM :  insorge tardivamente, per lo più isolata dalle altre manifestazioni, costituisce meno del 10% delle manifestazioni cliniche della febbre reumatica. 


4) ERITEMA MARGINATO : segni cutanei si ritrovano in meno del 10% dei casi.


5) NODULI SOTTOCUTANEI : noduli indolenti di piccole dimensioni che si localizzano tipicamente a livello delle superfici estensorie delle articolazioni.



Glomerulonefrite  Acuta  Post Streptococcica


Tale patologia è rara nei bambini al di sotto dei 2 anni di età.  Tende a colpire preferenzialmente soggetti fra i 3 e i 10 anni, con una leggera prevalenza di maschi.  Classicamente il bambino che è ammalato di glomerulonefrite post streptococcica ha sofferto circa 1-2 settimane prima di un'infezione delle vie aeree superiori, causata dallo SBEGA.


ll meccanismo della lesione renale nella glomerulonefrite post-streptococcica non è stato ancora compreso completamente. Si riscontrano depositi di IgG e di C3 (frazione del Complemento) all'interno del glomerulo, suggerendo che sono in gioco complessi immuni. Tuttavia rimane ancora da chiarire se le lesioni infiammatorie che si riscontrano a livello glomerulare siano dovute a complessi immuni circolanti o a complessi formatisi in situ.


La sofferenza renale può variare da una lieve contrazione della diuresi, fino ad una completa anuria nei rari casi più gravi. La fase acuta della malattia in genere si risolve rapidamente: l'ematuria macroscopica, l'oliguria e l'ipertensione si attenuano e scompaiono entro 7-10 giorni.


Nella glomerulonefrite acuta post streptococcica è indicato il ricovero ospedaliero. Per i primi giorni di malattia, soprattutto nel soggetto di oltre 10 anni, che è più portato a presentare crisi ipertensive. Il ricovero è consigliabile nei primi giorni di malattia anche per un inquadramento preciso della macroematuria e per un controllo continuo della diuresi e della pressione arteriosa. Nei primi giorni è utile anche un bilancio idrico, per evitare sovraccarichi. Per almeno 5-7 giorni il riposo è reso necessario dalla possibilità d'insorgenza di un brusco rialzo pressorio, con le sue conseguenze sul sistema nervoso centrale.  Al contrario di quanto avviene per la malattia reumatica, un trattamento precoce dell'infezione streptococcica del faringe con penicillina G non è sufficiente per impedire lo sviluppo della glomerulonefrite post streptococcica.




 

Tampone faringeo-tonsillare 


Che cos'è il tampone faringeo-tonsillare?


Anche per lo specialista otorinolaringoiatra può non essere agevole distinguere clinicamente una faringo-tonsillite acuta da Streptococco β-emolitico di gruppo A (SBEGA) rispetto a una faringo-tonsillite da altra causa (ad es. virale).

Infatti i sintomi della tonsillite batterica streptococcica e di quella virale spesso si sovrappongono. Per tale motivo una diagnosi accurata effettuata solo sulla base dei segni clinici è virtualmente impossibile. In questo caso il tampone faringeo (tonsillare) risulta di fondamentale importanza nel guidare la diagnosi e suggerire la terapia più appropiata. 


Domande frequenti relative al tampone faringo-tonsillare


Mio figlio è risultato positivo allo streptococco beta emolitico nel tampone faringeo  ma attualmente è sano e non ha tonsilliti. Bisogna dare l’antibiotico?
L’argomento è ancora abbastanza controverso. Tuttavia, sulla base dei dati scientifici disponibili, la maggior parte degli specialisti ritengono assolutamente inutile tentare l’eradicazione (mediante antibiotico) del germe nei bambini che sono portatori sani. 


Mio figlio ha il tampone positivo per lo streptococco ma senza sintomi di tonsillite acuta. E' a rischio di sviluppare la Malattia Reumatica Acuta?
No, perchè la Malattia Reumatica si presenta solo durante o subito dopo un'infezione acuta streptococcica. In assenza di infezione acuta la reazione immunologica che è alla base del Malattia Reumatica non può avvenire.




Titolo Anti-Streptolisinico (TAS)


Che cos'è il TAS?


Il TAS rappresenta la concentrazione nel siero degli anticorpi umani prodotti in risposta alla streptolisina. La STREPTOLISINA è un enzima prodotto dallo Streptococco Beta Emolitico di gruppo A (SBEGA) ma anche di gruppo B, C, F e G. Il TAS quindi rappresenta la risposta del nostro organismo ad una infezione da SBEGA che può essere anche del tutto asintomatica.


Il TAS inizia ad elevarsi 7-15 giorni dopo l’avvenuta infezione e raggiunge il massimo valore tra il 20° e il 45° giorno. La fase decrescente, molto graduale, inizia dal 2° mese, mentre la normalizzazione può avvenire in 6-12 mesi.

Se durante questa fase decrescente si verifica una nuova infezione streptococcica si ha la cosiddetta risposta secondaria, caratterizzata da una fase di latenza molto più breve, un più rapido incremento ed una fase di declino dalla durata più lunga.


Possono però esservi anche “falsi positivi”, cioè il TAS è elevato ma non vi è stata infezione da SBEGA. Ciò può essere dovuto ad infezioni dovute a ceppi di streptococchi non di gruppo A. In particolare quelli di gruppo C e G possono determinare faringotonsillite acuta non seguita mai da malattia reumatica acuta o glomerulonefrite.


Domande frequenti relative al TAS


Mio figlio ha il  TAS elevato in assenza di qualsiasi sintomo o malattia. Deve essere curato in qualche modo?

L’innalzamento isolato del TAS non ha alcun significato clinico-patologico. Quindi appare chiaro che non è necessario curare un bambino in assenza di tonsilliti recidivanti solo perchè presenta dei valori elevati di TAS.