Disturbi dell'olfatto

La percezione olfattiva ha un ruolo estremamente importante per la sopravvivenza dell'uomo.  Una delle sue funzioni essenziali è quella di guidare la nostra attenzione verso possibili pericoli (fumo, gas tossici, cibi avariati) e verso tutti gli elementi che riguardano la nostra dieta quotidiana (quali il gusto dei cibi e delle bevande). Dal punto di vista evolutivo, l’olfatto è il senso che, più degli altri, accomuna la specie umana alle altre specie. Una disfunzione di questo senso può compromettere notevolmente la qualità della vita di ognuno di noi. 

Si pensi poi a chi per motivi professionali utilizzi l'olfatto quotidianamente (cuoco, sommelier, profumiere etc.). Si stima che circa il 5% della popolazione soffra di anosmia (totale assenza di olfatto) e il 20% degli individui cinquantenni soffre di un’importante iposmia (riduzione dell'olfatto).

COME FUNZIONA L'OLFATTO?


I recettori olfattivi si trovano nella cavità nasale superiore (più precisamente a livello di una regione denominata lamina cribrosa), tra porzione superiore del setto e turbinati superiori e medi. A causa della conformazione anatomica del nasa, durante ogni atto dell’annusare solamente il 10% dell’aria inspirata viene convogliata verso i recettori olfattivi stessi.

Le molecole olfattive possono raggiungere i recettori olfattivi sia anteriormente attraverso le narici che posteriormente per via retro-nasale attraverso orofaringe e rinofaringe. Questo flusso d’aria retronasale è responsabile della percezione del sapore del cibo e rappresenta spesso il motivo per cui i pazienti con disturbi olfattivi denunciano alterazioni del gusto. Una volta stimolati dalle molecole olfattive i recettori trasmettono l'impulso fino ad una struttura denominata bulbo olfattivo. Esso rappresenta la prima stazione di elaborazione delle sensazioni olfattive e si può definire come un dispositivo di modulazione e di controllo della progressione delle stesse verso i livelli superiori del nostro cervello.

Rappresentazione grafica del bulbo olfattivo e del nervo olfattivo con le sue diramazioni discendenti fino a livello della mucosa nasale.

Descrizione immagine

PERCHE'  L'OLFATTO PUO' DIMINUIRE?

Le cause più frequenti di un deficit olfattivo sono le riniti virali e le rinosinusiti mentre i traumi costituiscono la restante maggioranza. L’alterazione dell’olfatto nelle patologie rinosinusali è solitamente reversibile e solo raramente essa persiste dopo la risoluzione del processo infettivo.


Cause più frequenti di calo-perdita di olfatto:


-rinite acuta virale una infiammazione acuta, ad esordio improvviso delle vie aeree superiori che dura meno di 10 giorni e che non causa deficit olfattivo permanente.


-rinite allergica è una infiammazione nasale causata da particolari allrgeni (acari, cane, gatto, cipresso, graminacee etc.). L’alterazione dell’olfatto è riportata in gran parte dei pazienti affetti da rinite allergica.  


-rinosinusite cronica provoca alterazioni della mucosa olfattiva con frequente riduzione della capacità di percepire gli odori. 


-esposizione cronica a sostanze tossiche come benzene (un solvente industriale utilizzato nella produzione di farmaci, plastica, gomme sintetiche e coloranti), acetato di butile (un solvente utilizzato nella produzione di vernici), formaldeide (un precursore di molti prodotti chimici utilizzati per la resina e la formazione di polimeri). Esso possono causare vari gradi di disfunzione olfattiva in base al tempo di esposizione. Altri agenti come polveri industriali (cotone, silicone, cemento, piombo, carbone, cromo e nichel) e prodotti chimici (acido solforico, tricloroetilene) hanno mostrato una qualche connessione con una disfunzione olfattiva.


-disturbi endocrini come la sindrome di Cushing (eccessiva secrezione di corticosteroidi surrenali), l'ipotiroidismo, e lo pseudoipoparatiroidismo sono condizioni mediche con una alterazione della funzione olfattiva.


-infezione virale durante una sindrome influenzale alcuni agenti virali possono colpire selettivamente il nervo olfattivo e portare ad una perdita parziale dei recettori dell’epitelio olfattivo. Almeno 4 virus sono stati identificati in biopsie da pazienti con perdita dell’olfatto postvirale: i virus identificati sono il virus parainfluenzale, l’Epstein Barr virus, il Rhinovirus e il Coronavirus. Questi virus possono portare a una perdita parziale dei recettori dell’epitelio olfattivo. Sulla base di stime scientifiche si ritiene che i pazienti con perdita dell’olfatto su base post infettiva recuperano tra il 32% e il 66% nell’arco di 3 anni dall’inizio del disturbo stesso.


-trauma nasale e cranico  un trauma con coinvolgimento del massiccio facciale e del naso darà edema e/o ematoma della mucosa della cavità nasali che impedendo agli odori di raggiungere i recettori porterà ad un deficit olfattivo. Tuttavia una perdita dell’olfatto potrà anche essere legata a traumi dei recettori, dei nervi, del bulbo olfattorio o del cervello in seguito a trauma cranico. Nei traumi che coinvolgono qualsiasi porzione del cranio le forze di accelerazione e decelerazione spostano il cervello avanti ed indietro molto velocemente ed i nervi olfattivi che passano attraverso la lamina cribriforme della fossa cranica anteriore vengono stirati e compressi. In quest'ultimo caso si stima che tra il 35% e il 50% dei pazienti possa ottenere una rigenerazione della capacità dei nervi olfattivi.



TEST PER LA DETERMINAZIONE DELL'OLFATTO


Smell Identification Test 

Il Cross-Cultural Smell Identification Test (CCSIT) è un test breve (12 odori). Il paziente deve identificare una fragranza attraverso risposte a scelta multipla. 


Test d’identificazione degli odori dell’Università della Pennsylvania (UPSIT) 

Il test UPSIT è un test d’identificazione monouso. Sono utilizzati 40 odoranti, microincapsulati e incorporati in carta che vengono rilasciati per sfregamento e devono essere identificati tra più opzioni di scelta. Questo test è quello maggiormente utilizzato in tutto il mondo.


Potenziali relativi a stimoli olfattivi

L’elettroencefalogramma (EEG) basato sui potenziali relativi a stimoli olfattivi (ERP event-related potentials) è una metodica atta a valutare in maniera quantitativa i disordini olfattori. Nei casi in cui si riescono a registrare ERPs olfattivi si può presumere che la funzione olfattoria sia presente, questa metodica ha un significato importante in ambito medico-legale.


Valutazione volumetrica del bulbo olfattorio  

Le variazioni anatomiche del bulbo olfattivo possono essere studiate e misurate con la RMN. Nei pazienti affetti da ipo o anosmia i bulbi olfattori appaiono spesso essere ipo o aplastici, il volume è correlato al grado di compromissione della funzionalità olfattiva, e rappresenta un indice prognostico.