Sanguinamento nasale

 

 

Il sanguinamento nasale rappresenta un'emorragia la quale si manifesta con fuoriuscita di sangue dalle narici o scolo ematico posteriore attraverso il rinofaringe. Tecnicamente il fenomeno prende il nome di EPISTASSI (dal greco epistaxis: stillare goccia a goccia).

 

L'epistassi rappresenta un'urgenza frequente nella pratica otorinolaringoiatrica e si calcola che almeno il 6% della popolazione ne sperimenti un episodio nel corso della vita.

 

Nella maggior parte dei casi questa condizione si risolve spontaneamente. Tuttavia l'epistassi puo' anche rappresentare il primo sintomo di una patologia misconosciuta di tipo sistemico (ipertensione, emopatie) oppure locale (neoplasie del naso o dei seni para nasali).

 

Ogni caso di epistassi richiede pertanto un approccio medico rigoroso non solo per le sue potenziali complicanze (anemizzazione) ma anche per la necessita' di definire appropriatamente la sua causa scatenante.

 

L'incidenza dell'epistassi presenta due grandi picchi di eta'. Il primo e' quello dell'eta' pediatrica (0-10 anni) mentre il secondo di maggiore entita' si colloca dopo i 60 anni.

 

Tipicamente l'epistassi tende a ridursi o scomparire del tutto dopo pochi minuti. Nel caso in cui tale fenomeno continui o tenda a recidivare in modo frequente e' necessario rivolgersi allo specialista per eseguire una valutazione delle fosse nasali.

Il sanguinamento nasale colpisce circa il 10-12% della popolazione, ma solo pochi casi richiedono cure mediche. L’80% è riconosciuto come epistassi a sede anteriore. È interessante notare come alcuni studi dati sembrino confermare una correlazione diretta tra epistassi e pressione atmosferica o tasso di umidità relativa o cambiamenti di temperatura.

 

 

 

CAUSE

 

Nella maggior parte dei casi il sanguimento ha origine dalla porzione nasale anteriore. In particolare infatti viene ad essere implicata un'area di mucosa del setto nasale che prende il nome di Locus Valsalvae.

 

A questo livello infatti e' spesso possibile riscontrare la presenza di una mucosa indebolita. Questo fenomeno aumenta nel caso di pazienti che soffrono di riniti croniche e tendono a soffiarsi il naso ripetutamente durante il giorno. Per questo motivo le piccole vene o le arteriole che giacciono al di sotto di tale mucosa perdono la loro protezione e possono iniziare a sanguinare. Quando cio' avviene diventa tipico assistere a dei sanguinamenti ripetuti e recidivanti nell'arco di settimane o mesi.

 

Tipica e' poi l'epistassi che colpisce le persone in terapia con farmaci anti-coagulanti. In questi pazienti anche una minima ferita o un piccolo traumatismo della mucosa nasale possono generare un sanguinemento abbondante e di lunga durata.

 

In casi piu' rari infine a monte di un'epistassi puo' esservi una neoplasia nasale (benigna o maligna).

 

 

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DIAGNOSI

 

Per definire in modo accurato la causa all'origine dell'epistassi e' necessario eseguire una valutazione di entrambe le fosse nasali (RINOSCOPIA). Nel caso in cui tale esame risultasse normale diventa utile eseguire ulteriori indagini che definiscano l'assetto coagulativo del paziente oltre a quello della pressione arteriosa. 

 

TERAPIA

 

Tamponi nasali

Nella fase acuta, se il sanguinamento risulta completamente ingestibile si tende ad eseguire un tamponamento nasale (mono o bilaterale). Nella maggior parte dei casi il paziente puo' rientrare al proprio domicilio e successivamente tonera' all'ospedale per la rimozione dei tamponi nasali (dopo circa 2-3 giorni). Solo nei casi di epistassi molto severe si rende necessaria l'ospedalizzazione del paziente.

 

Elettrocoagulazione nasale

Se in base alla visita otorinolaringoiatrica si dovesse osservare la presenza di una piccola vena o arteriola settale da cui origina il sanguinamento può essere proposto al paziente un piccolo intervento ambulatoriale che consente di cauterizzare l'area interessata.

Di solito in questo modo si risolve definitivamente il problema che altrimenti tenderebbe a recidivare.


Cauterizzazione chimica (Nitrato d’argento) 

La cauterizzazione chimica mediante nitrato d’argento è stata valutata in diversi studi. Tra i pazienti con epistassi anteriore, sottoposti a cauterizzazione chimica, si è osservato un tasso di fallimento attorno al 20%.